2.
In cosa consiste la pratica dei Sei Toni Segreti?
3.
Da cosa si riconosce un autentico insegnamento taoista?
4.
Per quale motivo insegnate queste discipline? Non credete che
dovrebbero
rimanere segrete?
5.
Molte persone, benchè interessate alla via taoista, non
hanno la
possibilità di praticare. Come possono queste
persone
comprendere
il Taoismo?
6.
Perché non proponete anche corsi a frequenza settimanale ma
solamente
seminari che si svolgono durante il fine settimana?
7.
Quali benefici per la salute si possono ottenere praticando le tecniche
taoiste?
8.
Cosa sono il "Tao" ed il "qi"?
9.
Cosa si intende quando viene affermato che per la partecipazione ai
seminari
è necessaria "l'approvazione degli insegnanti"?
10.
Ho letto il "Il Tao e la Via del Principio Supremo" di
Stefano Turci e sono rimasto colpito da alcune delle
pratiche che
vengono descritte nel libro. Vorrei sapere se proponete
seminari nei quali vengono insegnate tali tecniche.
11. Perchè per accostarsi alla meditazione taoista è
necessario aver partecipato ai seminari di Qi Gong e di Tai Ji Quan?
Non è possibile iniziare la via taoista direttamente con la
pratica della meditazione taoista?
D:
Per quale motivo i seminari sono tutti a numero chiuso?
R:
Le motivazioni
che ci hanno indotti a proporre esclusivamente seminari a numero chiuso
sono di ordine didattico.
Riteniamo
che la qualità dell'insegnamento e, di conseguenza, la
possibilità
di apprendimento degli allievi, venga gravemente penalizzata in
presenza
di seminari con molti partecipanti.
Nell'ipotesi
di elevato numero di studenti il tempo che l'insegnante dedica ad
ognuno
di essi si riduce inevitabilmente. Questo ha purtroppo delle
pesanti
conseguenze sulla comprensione della tecnica da parte dell'allievo. Si
pensi ad esempio a tecniche di tipo motorio come il Tai Chi Chuan,
nelle
quali la presenza dell'insegnante è indispensabile per
correggere
difetti nella struttura della posizione e nella esecuzione dei
movimenti.
La
necessità
di potersi dedicare a tutti gli studenti durante un seminario
è
poi forse ancora più importante nelle pratiche di tipo
meditativo.
D:
In cosa consiste la pratica dei Sei Toni Segreti?
R:
Si tratta
di una pratica molto efficace che viene citata in diversi antichi
manoscritti
contenuti nel Canone Taoista.
Questa
pratica si fonda sulla considerazione che i cinque organi interni
(reni,
fegato, cuore, milza e polmoni) hanno tutti un loro corretto livello di
temperatura ed una precisa vibrazione di tipo energetico.
Emettendo
particolari, toni, sonorità, è possibile
riportare i
singoli
organi, e quindi il loro livello vibratorio, in condizioni ottimali.
Questo
consente di liberarli dalle tensioni che inevitabilmente si accumulano
in essi nel corso del vivere quotidiano.
D:
Da cosa si riconosce un autentico insegnamento taoista?
R:
Un insegnamento
taoista per essere autentico deve avere una caratteristica
imprescindibile:
deve fondarsi sulla coltivazione dell'energia interna, chiamata dai
taoisti qi.
Tutte
le Arti Taoiste hanno infatti come comune denominatore lo scopo di
percepire,
raccogliere, conservare e far circolare l'energia interna.
Purtroppo
molti soggetti che si professano insegnanti non fanno mai neppure
menzione
ai loro allievi dell'energia interna e, qualora lo facciano, non li
mettono
veramente mai in condizione di percepirla essi stessi.
E'
il
caso spiacevole di una vera miriade di "maestri" di Tai Chi Chuan o
quant'altro
che circolano oggigiorno.
Costoro
finiscono per ricondurre il Tai Chi Chuan e il Qi Gong al loro
livello di comprensione, riducendo di fatto queste arti raffinate a
semplici
ginnastiche
di dubbia efficacia dal sapore orientale.
A
ciò
vi è una spiegazione assai semplice: molto spesso queste
persone
non parlano dell'energia interna semplicemente perchè essi
stessi
non la percepiscono e non sono in grado farla circolare nel loro corpo.
Non sono quindi tanto meno in grado di condurre altri a farlo.
D:
Per quale motivo insegnate queste discipline? Non pensate che
dovrebbero
rimanere segrete?
R:
Il momento dei segreti è finito da un pezzo. In questa era
si
assiste
ad una grande apertura, in tutte le discipline di coltivazione
interiore
e spirituale. Da parte nostra cerchiamo, in tutta
umiltà,
di proporre un insegnamento autentico, che sia il più fedele
possibile
a ciò che abbiamo a nostra volta ricevuto.
E'
in
realtà l'unico modo che abbiamo per ringraziare
concretamente
tutti
i Maestri Taoisti che hanno voluto condividere con noi la loro
conoscenza.
D:
Molte persone, benchè interessate alla via taoista, non
hanno la
possibilità di praticare. Come possono queste
persone
comprendere
il Taoismo?
R:
Il rispetto
profondo ed autentico che sentiamo nei confronti di coloro
che ci
pongono dei quesiti ci impone di rispondere ad essi con estrema
franchezza
e sincerità.
Chi
non
pratica non ha nessuna possibilità di comprendere il
Taoismo.
Il
Taoismo
è una via interiore e, come tale, è
sostanzialmente
pratico.
Deve
essere
vissuto, sperimentato, su di sè; non vi sono alternative al
viaggio
individuale.
Non
si
compie un viaggio stando comodamente seduti nella poltrona di casa,
sfogliando
un libro fotografico o guardando un documentario che parla di terre
lontane.
Quello non è il vostro viaggio: ben che vada è il
pallido
ricordo del viaggio che altri hanno effettivamente vissuto.
Questo
vale, a maggior ragione, per un viaggio interiore.
Non
si
può comprendere una via interiore che attraverso la propria
personale
esperienza; ogni surrogato non è che una assurda illusione.
D:
Perché non proponete anche corsi a frequenza settimanale ma
solamente
seminari che si svolgono durante il fine settimana?
R:
Vogliamo
innanzitutto ringraziare per questa domanda, che ci è stata
posta
a più riprese negli ultimi tempi, in quanto ci fornisce la
possibilità
di chiarire un punto che a nostro avviso è molto importante.
In
effetti
la nostra attività di insegnamento viene effettuata
esclusivamente
mediante seminari che si svolgono durante un fine settimana.
E’
nostra personale opinione, condivisibile o meno, che questa formula sia
la migliore per stimolare l’attenzione totale dei
partecipanti e per
selezionare
esclusivamente persone effettivamente motivate
all’apprendimento.
Il
nostro
interesse è infatti quello di trasmettere le conoscenze
Taoiste
soltanto a persone che siano sinceramente motivate e
determinate.
Una
volta
terminato il seminario, una volta ritornati alle normali
attività
quotidiane, continuare a praticare con costanza, quotidianamente, le
tecniche
apprese, senza la costante assistenza dell'insegnante, richiede una
grande
determinazione e forza di volontà da parte degli
allievi.
Coloro
che non posseggono tali qualità troveranno infinite "valide
ragioni"
per dimenticare rapidamente i buoni propositi e per non mettere in
pratica
quanto appreso.
In
questo
caso la partecipazione al seminario sarà stata vana,
l'insegnamento
ricevuto inutile.
Sia
ben
chiaro che non giudichiamo in alcun modo tale atteggiamento, che
comprendiamo.
Semplicemente riteniamo che questo genere di persone trarrebbero
maggiore
beneficio dalla partecipazione, appunto, a corsi a frequenza
settimanale,
dove l'assistenza continua dell'insegnante e gli appuntamenti
periodici,
fungono, come possono, da surrogati alla determinazione
dell'allievo.
Ciò
non vuol essere neppure una critica indiretta ai corsi a frequenza
settimanale:
questa modalità di insegnamento possiede la sua ragione di
essere
e ne è la riprova il fatto che attira la maggioranza delle
persone.
Abbiamo
semplicemente una personale, motivata preferenza per la trasmissione
effettuata
attraverso il seminario, che riteniamo essere una sfida per l'allievo,
una sfida che ne verifica e ne stimola determinazione e
costanza.
Il
grande
pregio dell'insegnamento attraverso i seminari riteniamo sia proprio
quello
di selezionare allievi che posseggono tali caratteristiche,
nonché
quello di favorire la auto-responsabilizzazione degli stessi, evitando
al contempo l'instaurarsi di fenomeni di dipendenza dalla
figura
dell'insegnante.
D:
E' vero che attraverso la pratica del qi gong e del tai ji quan
è
possibile guarire da alcuni tipi di malattie?
D:
Quali
benefici per la salute si possono ottenere praticando le tecniche
taoiste?
R:
Deve innanzitutto essere premesso che coloro che ritengono di avere dei
problemi di salute, ad ogni livello e di qualsiasi gravità,
devono
immediatamente rivolgersi al proprio medico di fiducia il quale,
diagnosticato
il problema, provvederà a prescivere le cure e le terapie
più
idonee.
La
pratica
delle Arti Taoiste, siano esse il qi gong, il tai ji quan o la
meditazione
taoista, non è e non deve in nessun caso essere intesa come
un
sostituto
all'intervento medico nella risoluzione dei problemi di
salute.
Tutto
questo deve essere ben chiaro.
Il
medico
è l'unico soggetto in grado di fornirvi una corretta
informazione
e soluzione ai problemi della vostra salute, che realizzerà
ovviamente
avvalendosi delle metodologie terapeutiche, farmacologiche e non,
proprie
della medicina occidentale.
Questa
è la realtà nel nostro paese.
La
situazione
è molto differente in Cina, dove le antiche pratiche taoiste
vengono
con sistematicità impiegate negli ospedali nella cura di
patologie
di differente natura, anche gravi, sia da sole sia in associazione ad
una
terapia di tipo farmacologico.
Negli
ultimi trent'anni gli istituti di ricerca medica delle più
importanti
università cinesi, hanno sistematicamente studiato, su
espressa
richiesta del governo, l'applicazione in campo terapeutico
delle
antiche arti taoiste di longevità.
I
risultati
di tali ricerche sono stati sorprendenti ed a seguito di essi
queste
antiche pratiche sono state applicate dagli ospedali di
Pechino,
Shanghai, Nanchino, ecc., per il trattamento di pazienti affetti
da
patologie disparate.
Sempre
più di frequente in Cina vengono pubblicati dei rapporti che
individuano
i risultati ottenuti attraverso l'applicazione del qi gong a scopo
terapeutico.
Il
motivo
di un tale interesse per le arti taoiste da parte dai medici cinesi
contemporanei
non deve sorprendere.
Tutta
la tradizionale scienza medica cinese affonda le sue radici, trae le
sue
teorie fondamentali, e le sue metodologie terapeutiche dalle antiche
conoscenze
taoiste.
A
differenza
infatti di molte altre tradizioni, la visione spirituale taoista non
poneva
in corpo in secondo piano, alla stregua di una inutile quanto
ingombrante
appendice dello spirito.
Al
contrario,
i taoisti ritenevano che un qualsiasi cammino spirituale non potesse in
alcun modo prescindere da un corpo in piena salute e
vitalità.
Un
corpo
malato, dolorante, prostrato dalla malattia sarebbe stato infatti un
ostacolo
pressochè insormontabile per la pratica interiore,
poichè
non avrebbe consentito allo spirito di acquisire la necessaria pace e
serenità.
I
taoisti
realizzarono quindi delle pratiche che avevano lo scopo di migliorare
la
circolazione del qi, l'energia interna, ed
attraverso di essa
di
mantenere il corpo fisico in buona salute.
Queste
pratiche non ricercavano quindi la salute del corpo come obiettivo
ultimo,
a sè stante, bensì come conseguimento necessario
e
strumentale
ai più alti scopi della pratica spirituale.
Di
queste
arti la Cina contemporanea ha esaltato ed enfatizzato in modo specifico
le capacità curative, riuscendo, attraverso una
loro
applicazione
di massa, a realizzare ingenti risparmi della spesa sanitaria rispetto
all'impiego di terapie di tipo occidentale.
Per
concludere:
la pratica delle Arti Taoiste possiede un notevole potenziale per il
mantenimento
ed il ripristino della salute del corpo. In particolare essa ha un
elevato
valore nella attività di prevenzione della
malattia.
Essa
è
tuttavia in grado di conseguire tali risultati qualora sia affrontata
con
impegno e continuità, mediante una quotidiana ed appropriata
applicazione.
Si
tratta
di uno sforzo che tuttavia non tutti sono disponibili ad intraprendere,
neanche in cambio di una buona salute.
Più
di sovente purtroppo, si preferisce attendere che la malattia si
manifesti,
ignorando i molti segnali che il corpo ed anche la mente, ci hanno
instancabilmente
quanto inutilmente fornito prima di quel momento.
D:
Cosa sono il "Tao" ed il "qi"?
R:
Benchè
alcuni traduttori, in verità molto semplicisticamente,
traducano
il termine "Tao" con Via, in realtà dare una
definizione
del
termine Tao è impresa impossibile; lo stesso Lao-Tze afferma
nel
Tao-Te-Ching che "ciò che si dice Tao non è il
vero Tao",
mettendo in tal modo in guardia il ricercatore da una semplicistica
indagine
mentale che si basi perlappunto esclusivamente su strumenti
intellettuali.
Ma
se
il Tao non può essere definito a causa della limitatezza
delle
parole
esso può tuttavia venire sperimentato, realizzato.
Fatte
tali premesse si potrebbe affermare che il Tao si trova oltre la
condizione
umana ordinaria, una condizione fatta di squilibrio fisico, energetico
e spirituale.
Ciò
nondimeno il Tao può in qualche modo venire afferrato e
forse
raggiunto,
quando tali squilibri siano ridimensionati ed infine risolti dal
ricercatore
autentico.
E'
quindi
impossibile conoscere il Tao con un approccio esclusivamente
mentale;
tale possibilità esiste invece se il praticante intraprende
tale
ricerca con la totalità di sè.
Più
semplice è invece definire il termine "qi" (traslitterato
anche
"chi").
Con
questa
parola si intende indicare l'energia vitale.
Non
si
tratta di un concetto astratto o filosofico.
L'energia
vitale è qualcosa di molto concreto anche se non veniamo
educati
a percepirla, e quindi in genere ne ignoriamo l'esistenza.
Essa
si
trova all'interno di ogni essere vivente ed è in costante
movimento
e trasformazione.
La
pratica
taoista si propone innanzitutto di "coltivare" questa energia
vitale.
Il
primo
passo della pratica taoista è pertanto quello di apprendere
a
percepire
questa energia che si trova all'interno di noi, al fine di poterne
favorire
la circolazione, rimuovendo i blocchi e le stagnazioni energetiche
presenti
nel corpo.
Tutto
ciò, oltre a promuovere l'ottenimento della salute e della
longevità,
pone le basi per le pratiche taoiste più avanzate.
Per
concludere,
si potrebbe in qualche modo affermare che il "Tao" è il
fine,
l'obiettivo
della pratica taoista, mentre il "qi", l'energia vitale e la sua
coltivazione,
sono mezzi per raggiungerlo.
D:
Cosa si intende quando viene affermato che per la partecipazione ai
seminari
è necessaria "l'approvazione degli insegnanti"?
R:
La partecipazione
ai seminari da parte degli allievi è possibile solo quando
sono
presenti alcune condizioni:
-
la disponibilità
di posti: tutti i seminari sono a numero chiuso ed è
pertanto
necessario
che vi siano ancora posti disponibili;
-
i pre-requisiti:
i seminari vengono proposti su differenti livelli di
complessità,
ognuno dei quali è propedeutico al successivo. E' quindi
evidente
che per poter avere accesso ad un seminario di un dato livello
è
necessario aver frequentato il livello che lo precede;
-
l'approvazione
degli insegnanti alla partecipazione: questa condizione entra in gioco
quando gli allievi hanno già frequentato almeno un seminario
di
I° Livello.
Per
comprendere
la ragione di questa terza condizione devono essere fatte alcune
considerazioni.
Una
volta
conosciutisi nel corso di un primo seminario, allievi ed insegnanti
devono
poter liberamente e consapevolmente valutare se intendono o meno
incontrarsi
nuovamente in futuro.
Questa
libertà di decidere in merito alla prosecuzione del rapporto
non
appartiene soltanto agli allievi, ma anche, in modo del tutto analogo e
paritario, agli insegnanti.
Così
come gli allievi, al termine di un seminario, sulla base di
considerazioni
relative l'apprezzamento o meno nei confronti dell'insegnamento
ricevuto,
l'interesse riguardo le materie trattate, ecc., stabiliranno
se
intendono
o meno proseguire in futuro l'apprendimento delle Arti Taoiste con gli
insegnanti, questi ultimi faranno considerazioni analoghe.
Considerazioni
che saranno basate sul tipo di approccio espresso dell'allievo, sul
grado
di interesse da questi manifestato, sulla sincerità di
intenti,
sulle caratteristiche soggettive dell'allievo stesso, e così
via.
Sulla
base di queste considerazioni gli insegnanti valuteranno
l'opportunità
o meno per l'allievo di proseguire il rapporto con loro.
Per
molti
allievi si riterrà possibile, o addirittura auspicabile, una
partecipazione
immediata ad ulteriori livelli di pratica.
Ad
altri
verrà semplicemente suggerito di attendere un determinato
periodo
di tempo, necessario ad una corretta assimilazione delle pratiche
apprese,
prima di partecipare ad un nuovo seminario.
A
qualche
allievo si consiglierà di valutare l'opportunità
di
rivolgersi
ad altri insegnanti, magari più consoni, per natura e
caratteristiche
personali, a relazionarsi con essi.
Comprendiamo
come ciò possa apparire inusuale in una società
abituata
a vendere qualsiasi cosa senza preoccuparsi del resto.
Nello
stesso ambito dell'insegnamento delle discipline interiori generalmente
ci si preoccupa di avere quante più iscrizioni possibili,
disinteressandosi
di ulteriori considerazioni, per natura non in linea con un'ottica di
mercato,
e quindi dannose per l'economicità dell'attività
dell'insegnante.
Questa
non è la nostra visuale. Se fosse tale non avremmo da sempre
proposto
seminari a numero chiuso di partecipanti ma avremmo al contrario
cercato
di raccogliere quante più adesioni possibili,
disinteressandoci
delle conseguenze di ciò sulla qualità
dell'insegnamento
e privilegiando un'ottica prettamente economica.
Al
contrario,
noi riteniamo doveroso sottolineare che non siamo "venditori" di
pratiche
orientali a chiunque sia disposto a pagare il "prezzo del biglietto".
Crediamo
fermamente che l'unico modo a nostra disposizione per manifestare il
rispetto
che nutriamo nei confronti delle antiche Arti Taoiste, per onorare
l'insegnamento
che abbiamo a nostra volta ricevuto, sia quello di insegnare nel modo
più
integro possibile, il che implica necessariamente da parte nostra anche
il tenere in dovuta considerazione gli aspetti ora citati.
D: Ho letto "Il Tao e la Via
del Principio
Supremo" di Stefano Turci e sono rimasto colpito da alcune delle
pratiche che vengono descritte nel libro. Vorrei sapere se proponete
seminari nei quali vengono insegnate tali tecniche.
R:
"Il Tao e la Via del Principio Supremo" è il resoconto della
trasmissione all'autore delle pratiche di un peculiare
lignaggio taoista.
L'insegnamento descritto nel testo
è stato a egli impartito nell'ambito di quello che la
tradizione taoista definisce "insegnamento a porte chiuse".
Con tale terminologia si intende fare riferimento a un insegnamento
riservato unicamente al rapporto esclusivo e confidenziale tra
il maestro e l'allievo. Le pratiche descritte nel
testo sono espressione di tale rapporto riservato, e sono
intrinsecamente vincolate alla natura e alle condizioni
dell'insegnamento ricevuto. I seminari, per loro caratteristica, sono
al
contrario espressione di
un insegnamento a "porte aperte". Ne
consegue che le tecniche in questione non possono trovare accoglienza
in un tale ambito.
D:
Perchè per accostarsi alla meditazione taoista è
necessario aver partecipato ai seminari di Qi Gong e di Tai Ji Quan?
Non è possibile iniziare la via taoista direttamente con la
pratica della meditazione taoista?
R:
La meditazione taoista è una pratica raffinata e
complessa denominata anche "alchimia interiore". Questo termine
indica che questa pratica impiega le energie sottili del corpo, il qi, per perseguire finalità spirituali.
Iniziare direttamente la pratica delle arti taoiste cominciando dalla
meditazione alchemica taoista sarebbe infruttifero e poco
giudizioso.
Sarebbe come se un bambino che deve iniziare il percorso scolastico si recasse
direttamente all'università anzichè alle elementari.
Sarebbe del tutto inutile; per ottenere benefici dall'insegnamento
universitario il bambino deve prima apprendere l'alfabeto, la
matematica, e così via. L'insegnamento tradizionale
taoista ha da sempre previsto l'esistenza di necessarie tappe
preliminari che gettavano le fondamenta di quelle successive.
Forse oggigiorno chi propone in occidente questo genere di discipline
non sempre è interessato al rispetto della tradizione, ma questo
non è il caso nostro.
Accade inoltre sovente che gli studenti occidentali abbiano fretta e
vogliano iniziare direttamente da un certo punto in poi del percorso.
E' assurdo. Una casa va edificata a partire dalle fondazioni non dal
secondo piano. Su cosa mai si reggerebbe?
Questo genere di allievo ha una grande considerazione di sè e pensa di poter
agevolmente evitare parti fondamentali del percorso ritenendole per
lui superflue.
In altri termini pensa di essere migliore di
generazioni e generazioni di praticanti taoisti che, nel corso dei
secoli, hanno seguito con umiltà e rispetto un programma
consolidato di coltivazione spirituale.
Semplicemente questo genere di
individuo ha un ego così ingombrante da renderlo difficilmente
idoneo per una impresa che richiede dedizione, pazienza, perseveranza e umiltà.
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